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Programma Sociale


Progetto Sociale per la sicurezza metropolitana con particolare attenzione verso gli adolescenti, frutto di un'esperienza personale maturata 3 anni fa.

L'obiettivo del mio programma, dall'esperienza di Genitore, poi diventata un'idea e oggi un progetto sociale, è rendere la scuola e l'istruzione più vicina ai giovani, rendere più sicuri i luoghi di aggregazione della città.

Essi (parchi o semplicemente luoghi pubblici di incontro, bar, discoteche) sono spesso l'ambito in cui i ragazzi incontrano un mondo denso di pericoli per il proprio benessere fisico e mentale.

Punto cardine del progetto è con quali strumenti e come il Sistema sociale debba sovrastare tali fenomeni devastanti considerando che il problema ha diversi aspetti:

  • il bullismo ( fenomeno che troppo spesso, si diffonde in modo virale anche attraverso gli strumenti tecnologici tanto banali e di largo utilizzo tra gli adolescenti);
  • le dipendenze (da alcool, droghe leggere);
  • l'abbandono della scuola o allontanamento dalle regole di buona educazione e/o rispetto delle regole in generale, dei compagni e dei più deboli.

Come ridurre il problema prima che diventi irrimediabile? Le azioni sono: individuazione, controllo e riduzione di questi fenomeni.

Le possibili Soluzioni:

  • Nella scuola.

I professori devono essere affiancati dalle Istituzioni ad essere maggiormente motivati a svolgere il ruolo di educatori spesso complesso o talune volte, impossibile.

Il Governo locale (il comune) può immaginare di attuare uno sportello di ascolto sia per i docenti che per i genitori o i ragazzi; avere a disposizione una squadra di professionisti (anche giovani stagisti) psicologi o motivatori (coach) che possano fare un lavoro monitoraggio e di “motivazione” per i docenti spesso complicato se non impossibile quando hanno di fronte ragazzi particolarmente vivaci e descolarizzati.

Bisogna riposizionare il ruolo del Professore e il ruolo dello studente e le percentuali di successo in questo senso. Puntare ad un 90% di professori soddisfatti e un 90% di studenti inquadrati in un percorso didattico-educativo.Nel mio progetto, tralaltro, i cellulari dei ragazzi non devono essere intestati ad un genitore ma al ragazzo stesso e il loro funzionamento deve essere ristretto per fasce orarie, sgomberando il contesto scolastico da inutili fattori di disturbo.

A titolo esemplificativo e non esaustivo, dalle 8.00 alle 14.00 le funzioni social si devono disabilitare automaticamente, possono funzionare solo alcuni numeri di telefono per comunicazioni di servizio, in questo la collaborazione dei Gestori telefonici.

Le Istituzioni locali (Comune, Provincia, Regione) devono essere più vicine alle esigenze del corpo insegnate, motivarli a fare un lavoro più inclusivo, aggregare tra loro i giovani e non accentuare ed emarginare quelli meno fortunati. Oggi la percentuale dei giovani che abbandonano la scuola o arrancano è troppo ampia e cresce sempre di più, sicuramente non diminuisce, talune volte prende spazio nel loro interesse un mondo virtuale che lo porta lontano dalla realtà, dalle regole della famiglia, dalla società reale (famiglia, scuola). L'obiettivo principale è avvicinare il ragazzo ad obiettivi che lo portino ad un corretto inserimento nella Società, non un emarginazione sempre più marcata.

  • I luoghi di aggregazione devono essere più sicuri.

Impossibile accettare che esista lo spaccio di sostanze stupefacenti nei paraggi di molte scuole, in alcuni Bar, in alcune discoteche.

Fenomeno rilevante in ogni parte della città, qualsiasi area metropolitana è soggetta a rischi simili. E' un fenomeno virale e trasversale.

Per questo esortare con mezzi amministrativi i Gestori degli esercizi commerciali a fare un lavoro di controllo più serrato, inaccettabile lo "status quo", un ragazzo (soprattutto ragazze!)  di età inferiore ai 18a. che possa assumere superalcolici in qualsiasi locale senza verificarne la maggiore età!

Diversamente secondo Me, bisogna sanzionare i titolari delle licenze commerciali, fino alla sospensione della medesima. Il divertimento serve, è un concetto di democrazia e deve essere svolto da professionisti del divertimento non da chi ne vede solo i risultati economici a qualsiasi costo, in questo caso il costo è altissimo, la salute dei Nostri Giovani.

Per i luoghi di aggregazione pubblici coinvolgere maggiormente le iniziative già costituite negli anni sul territorio. Penso alle associazioni di volontariato già presenti in città e che con successo danno il loro contributo per i clochard potrebbero essere parte integrante di organi di controllo delle aree pubbliche come forma di deterrenza con facoltà di identificazione del ragazzo e richiesta di intervento eventuale di Forza pubblica. Con una forma di controllo del territorio si indurrebbe a delinquere meno senza trasformare la città in uno stato di polizia, che non vogliamo e forse non possiamo permetterci. Questo aiuterebbe a dissuadere i malintenzionati ad agire come se fossero liberi ed indisturbati. Io l’ho fatto talune volte per mio figlio. Contestualmente si avrebbe il beneficio di lasciare che le forze dell’ordine dedicate prevalentemente altre forme di reati metropolitani più gravi, riducendo i costi dello Stato per molte chiamate al pronto intervento.

Diversi altri dettagli del programma sono allo studio e in fase di approfondimento.